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fiaccolata per camerino

                                              FIACCOLATA   SOMS  PER CAMERINO

                         1350 gli iscritti alla Fiaccolata SOMS  domenica 29 gennaio 2017

 

Tante luci danzanti nella sera, per la gioia di gareggiare e correre insieme lungo un percorso  di quattro chilometri. Semplici cittadini, volontari, insegnanti, genitori, tanti  ragazzi,  in rappresentanza degli Istituti  scolastici di Mogliano Veneto, tutti con il pensiero rivolto agli allievi dell’Istituto comprensivo di Camerino, in provincia di Macerata, dove il terremoto ha sconvolto, da qualche mese, il paesaggio e la vita di uno dei luoghi più suggestivi della nostra penisola.

l’Istituto ‘Ugo Betti’ di Camerino è il vero vincitore di questa gara di solidarietà, anche se ‘formalmente’ il primo a tagliare il traguardo è stato il gruppo dei bambini del plesso scolastico Olme, mentre si è distinta la piccola  scuola primaria ‘Collodi di Marocco’, per aver triplicato il numero di iscrizioni rispetto agli anni precedenti.

I volontari della SOMS, storica Associazione moglianese, guidati dal Presidente Silvano Scaramuzza, hanno curato nei dettagli questa tradizionale manifestazione, con spontaneità e spirito di accoglienza. Numerose foto ricordo segneranno nel tempo il piacere di condividere un dono! Si tratta di 1700 euro, destinati, direttamente, alla scuola di Camerino, collocata in locali provvisori, a causa dei crolli e della mancanza totale di sicurezza. Rappresentano forse un piccolo rimedio alle reali necessità quotidiane di questa scuola, ma arrivano dal cuore di questi moglianesi.

L’Istituto ‘Ugo Betti’ raccoglie allievi da tre Comuni del Maceratese: Camerino, Serravalle di Chienti, Fiastra. I nostri referenti, al momento, sono validi insegnanti, come Clara Maccari della scuola per l’infanzia, la vicepreside Iole Alma e il Dirigente scolastico Maurizio Cavallaro, impegnati nella battaglia incessante di affrontare i disagi di questo rigido inverno, mentre la terra continua a tremare senza sosta.

Chissà che da questo ‘dono’ nasca un’amicizia e un gemellaggio. Sappiamo che a Camerino non mancano creatività e progettualità,  ad esempio le scuole primarie di Camerino hanno un’orchesta di 200 bambini, nonché squadre viventi di dama e scacchi. L’amicizia è uno stimolo ‘miracoloso’ per ricominciare a vivere e a tornare alla normalità. Mogliano Veneto, con le sue scuole e le sue coraggiose Associazioni farà la sua parte, con entusiasmo e solidarietà. Il prossimo obiettivo della SOMS potrebbe essere proprio quello di costruire un sodalizio con la omonima SOMS di Macerata , perché la generosità e lo scambio, oltre al prezioso intervento esperto dei volontari, sono il metodo migliore per ritrovare il senso della vita, per ricominciare a far girare l’economia di quei luoghi, per salvare dalla distruzione gli spazi della cultura, dell’arte e del turismo, per restituire al paesaggio una natura amica, malgrado il rischio sismico e il rigore del clima.

Abbiamo in mente com’era questo  antico paese, con i suoi 6900 abitanti, appollaiato a 600 metri di altitudine,  su un verde ‘cocuzzolo’ a circa 50 chilometri dalla città di Macerata. Quale sarà ora la sorte dei suoi edifici storici? Camerino aveva conservato, fino allo scorso Agosto e malgrado altri brutti terremoti, i resti di un lungo importante passato, dalla preistoria all’epoca romana, dal medioevo all’epoca comunale, alla Signoria dei Varano e poi dei Borgia, fino al dominio Pontificio e all’occupazione napoleonica, senza sottovalutare le lotte risorgimentali e l’annessione al Regno d’Italia con un plebiscito.

Il terremoto ha allontanato molte famiglie dalle proprie case, ma ha danneggiato anche opere d’arte, come il Palazzo Ducale, i due teatri, il museo di scienze naturali e la pinacoteca civica, per citarne solo alcuni.

Questi paesi, così duramente colpiti, hanno bisogno di ‘essere adottati’. Ci sarebbe utile, potremmo imparare anche noi a difenderci da rischi simili e comunque acquisire una mentalità di sicurezza, che in Italia è generalmente una preoccupante criticità. La generosità ci viene spontanea, ma mettere in atto interventi di prevenzione da rischi locali e specifici è ancora un obiettivo da raggiungere. Troppo spesso i piani di sicurezza comunali sono documenti conservati nei cassetti dei vari funzionari, non solo in attesa di essere approvati, ma soprattutto di diventare operativi.

Esistono Comuni ‘virtuosi’ in tal senso ed è da queste ‘buone prassi’ che occorre partire, allenandosi con metodo ad affrontare le varie tipologie di rischio, ad  automatizzare comportamenti di sicurezza in ogni circostanza.

Rita Fazzello